Il Quaternario
Da circa 2,6 milioni di anni fa
Il Quaternario è il periodo geologico durante il quale si sviluppano
le prime comunità umane. Nel territorio di Vietri di Potenza le
testimonianze dirette più antiche sono ancora limitate, ma i
ritrovamenti nelle aree vicine, come il Potentino e il Vallo di
Diano, documentano una frequentazione molto antica del comprensorio.
Le comunità vivevano in grotte o in accampamenti all’aperto, in un
ambiente popolato da cervi, stambecchi, cinghiali, orsi bruni e cavalli.
Neolitico
IV millennio a.C. – 4000-3500 a.C. circa
Nel Neolitico le comunità diventano progressivamente più stabili.
Si diffondono l’agricoltura, l’allevamento e nuove tecniche per la
produzione della ceramica. Le grotte, i ripari naturali e i percorsi
montani continuano a essere utilizzati, anche in relazione alla
transumanza e agli spostamenti stagionali delle greggi.
Eneolitico
3500-2300 a.C. circa
Durante l’Eneolitico, chiamato anche Età del Rame, gli strumenti
in pietra vengono affiancati dai primi manufatti metallici.
L’introduzione della lavorazione del rame modifica le attività
produttive e favorisce nuove relazioni tra le comunità. Le tecniche
tradizionali non scompaiono, ma convivono con le prime innovazioni
metallurgiche.
Età del Bronzo
2300-1200 a.C. circa
Nell’Età del Bronzo, così definita per l’utilizzo di una lega
ottenuta principalmente da rame e stagno, nell’Italia meridionale
si affermano comunità più organizzate, collegate alla cultura
appenninica. Gli insediamenti vengono spesso collocati in luoghi
elevati o naturalmente protetti, adatti al controllo delle vie di
passaggio e delle risorse del territorio.
Popoli della Basilicata antica
IX-VIII secolo a.C. – 900-700 a.C. circa
Prima dell’arrivo dei Lucani, il territorio dell’attuale Basilicata
è abitato da diverse popolazioni indigene. Nell’area nord-occidentale
della regione, compreso il Marmo-Platano, si collocano probabilmente
comunità affini al mondo apulo, tra cui i Peuketiantes. Questi gruppi
sviluppano forme di artigianato peculiari e mantengono rapporti di
scambio con altri territori dell’Italia meridionale.
Colonizzazione greca
VII-VI secolo a.C. – 700-500 a.C. circa
La fondazione delle colonie greche lungo la costa ionica, dopo una
prima fase di conflitto con le comunità dell’entroterra, crea nuove
possibilità di scambio commerciale e culturale. Ceramiche, oggetti
di pregio e modelli artistici circolano lungo le vie di collegamento.
Le popolazioni indigene recepiscono le influenze esterne,
rielaborandole secondo le proprie tradizioni e i propri saperi.
I Lucani
Fine V-IV secolo a.C. – 400-300 a.C. circa
A partire dalla fine del V secolo a.C., gruppi di stirpe
osco-sannita provenienti dall’area appenninica si spostano verso
l’Italia meridionale. Dopo aver conquistato la colonia greca di
Poseidonia, chiamata poi Paestum, i Lucani assumono un ruolo centrale
anche nell’organizzazione dell’attuale Basilicata. Le comunità si
distribuiscono tra insediamenti fortificati, fattorie rurali e luoghi
di culto. L’economia si basa soprattutto sull’agricoltura,
sull’allevamento e sul controllo delle vie di collegamento.
La conquista di Roma
Fine IV-III secolo a.C. – 325-200 a.C. circa
Con l’espansione romana il territorio viene progressivamente
riorganizzato. La fondazione della colonia latina di Venusia,
l’attuale Venosa, nel 291 a.C. rappresenta un passaggio decisivo
per il controllo dell’area. La rete viaria, le attività produttive
e gli insediamenti vengono inseriti in un sistema più ampio,
collegato alle principali direttrici dell’Italia romana.